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Per essere sempre un passo avanti rispetto alla concorrenza


Perché non tutte le aziende decidono di automatizzare il fine linea? E quelle che investono invece? Come si può capire se si ha davvero bisogno di questo tipo di tecnologia?

Se Vi interessano le risposte, leggete cosa ne pensa Mikael Renström, Direttore Marketing di Elettric 80… 
per saperne di più

Perché non tutte le industrie automatizzano il loro fine linea?

È opinione diffusa che l’industria del beverage abbia scoperto troppo tardi i vantaggi dell’automazione industriale e della robotica. Non c’è nessun particolare motivo per questo, ma diversi fattori interagiscono tra loro. Innanzitutto i risultati non sono immediati e la portata degli investimenti è molto spesso fonte di ritardi nella realizzazione dei progetti. Inoltre, le soluzioni per il fine linea hanno un impatto significativo sul modo di gestire un’attività imprenditoriale, e ciò ha conseguenze importanti dal punto di vista manageriale. E infine, si tratta certamente di un passo enorme, il che implica avere una base di consenso interna molto ampia. Se si sommano questi tre fattori, è comprensibile che molti progetti non vadano in porto.

E riguardo a quelli che investono invece?

In ogni caso, è chiaro che le aziende che hanno la lungimiranza di introdurre tecnologia di automazione industriale stanno ora superando in termini di rendimento i propri concorrenti. Il beverage è un settore in cui la redditività fa la parte del leone e ad essere onesti, il fine linea è un’area in cui i costi possono avere un peso enorme. Talvolta nella vita occorre investire sul lungo termine e nel settore del beverage chi lo fa è destinato a rimanere una realtà commerciale negli anni a venire. 

Quali sono, quindi, i problemi organizzativi legati al bisogno di automazione?

Sia a causa della domanda dei consumatori in continuo cambiamento, sia per la necessità di consolidare o aggiudicarsi fette di mercato, sono continuamente immessi sul mercato prodotti con differenti caratteristiche di stabilità e modalità di  stoccaggio. Ciò porta spesso a cambiamenti nella tipologia dei pallet e nella gestione dei prodotti in magazzino. Alcuni produttori hanno automatizzato e reso più efficiente il processo produttivo nel corso degli anni, ma la gestione del magazzino non è stata sviluppata e in molti casi è la stessa di 30 o 40 anni fa. All’interno del settore, è ormai una verità assodata che la parte maggiore dei costi variabili riguardano la gestione del magazzino e la distribuzione.

E quale dovrebbe essere l’approccio del settore beverage riguardo a temi come lo stoccaggio e la distribuzione, e la riduzione dei costi? 
Una delle nostre ultime innovazioni vuole raccogliere proprio questa specifica sfida. La Giraffe, è l’ultima nata in casa LGV.
Giraffe può raggiungere i 9 metri di altezza sollevando un pallet da 1,200 kg. È in grado di lavorare con carrelli a guida manuale in magazzini a scaffale migliorandone la sicurezza, aumentando la flessibilità e riducendo i costi di stoccaggio.
Può essere programmata per manovrare in un corridoio largo 3 metri e, grazie all’ingombro ridotto, può sostituire gli attuali carrelli a guida manuale all’interno di uno stabilimento senza cambiare la disposizione degli scaffali. Giraffe integra la tecnologia Elettric 80 già esistente, come ad esempio gli LGV per la movimentazione di pallet multipli per lo stoccaggio a terra, testati e usati da alcuni dei maggiori marchi nel settore, tra cui Carlsberg, Foster, Damm e Miller.
Quest’ultima innovazione sfata il mito secondo cui un sistema basato su LGV è lento e ha bisogno di ampi spazi per muoversi e di conseguenza necessita di una superficie di manovra maggiore rispetto ad un sistema manuale. In realtà, lo spazio richiesto da un LGV non è né più né meno di quello che serve a un veicolo manuale, ma un LGV migliora senza ombra di dubbio la sicurezza in quel dato spazio. 

Il nostro ultimo sistema LGV per il fine linea, il Sistema di Stoccaggio e Ripresa (SRS), unisce la capacità di stoccaggio e gestione magazzino alla capacità di trasporto ed può sovrapporre fino a 4 pallet in altezza, alimentare magazzini a gravità, magazzini in profondità e drive-in. Le nostre soluzioni sono di rapida installazione e interferiscono in maniera minima con la produzione: molti interventi, infatti, sono realizzati senza interrompere la produzione.

Mi può citare un marchio conosciuto da tutti?

Carlsberg è un altro caso in cui stiamo introducendo la nostra tecnologia per migliorare il processo di fine linea e aumentare l’efficienza di magazzino. Forniremo al loro stabilimento di Falkenberg ventidue LGV a 4 posti pallet per completare i due LGV a 1 posto pallet attualmente utilizzati in magazzino.

Questa soluzione aumenta l’efficienza produttiva dello stabilimento automatizzando la movimentazione dei prodotti pallettizzati dalla linee di produzione al magazzino.
A seconda delle caratteristiche dell’ordine, gestirà anche lo stoccaggio dei pallet e il trasporto dei prodotti direttamente all’area di spedizione. Nel considerare le varie opzioni di automazione, Carlsberg era consapevole della necessità di migliorare lo stoccaggio e di conseguenza ha richiesto una soluzione che offrisse le consuete  capacità di stoccaggio a terra e allo stesso tempo potesse stoccare su diverse tipologie di scaffale. Quando ha deciso di introdurre un sistema LGV, l’obiettivo fondamentale per Carlsberg era ottimizzare lo spazio di stoccaggio.

Il potenziale di magazzino viene sicuramente migliorato in seguito all’introduzione della tecnologia basata sugli  LGV. La sovrapposizione di unità di prodotto risulta più efficiente perchè si possono sovrapporre più pallet per metro quadro nello stesso magazzino. Inoltre, i prodotti possono essere stoccati ad un’altezza maggiore usando un LGV rispetto ad un’alternativa manuale. Quando si utilizzano scaffali, la sofisticata movimentazione manuale dell’LGV garantisce uno stoccaggio più alto con un margine di sicurezza molto più ampio.

Questo tipo di tecnologia non ha bisogno di software?

Per integrare la tecnologia degli LGV, abbiamo sviluppato il nostro Sistema di Gestione Magazzino, (WMS), che può lavorare con qualsiasi WMS o integrare qualsiasi Sistema di Pianificazione Risorse, (ERP). Ciò significa che il WMS in essere richiede modifiche minime e che ogni funzione aggiuntiva del WMS necessaria al processo di automazione può essere integrata facilmente con l’aiuto di un nostro software.

La configurazione del nostro software WMS comprende la posizione del prodotto, la quantità, le dimensioni, e gestisce le informazioni per decidere dove stoccare, dove prelevare e in quale sequenza svolgere queste operazioni.
Grazie alla nostra profonda conoscenza del settore beverage, i moduli software WMS sono realizzati appositamente in base a richieste specifiche e possono essere programmati in modo intelligente per affrontare cicli o cambiamenti stagionali all’interno del magazzino e dell’area di produzione. 

Quanto deve essere grande un impianto per installare tali tecnologie?
Questo varia enormemente; noi abbiamo, ad esempio, clienti che utilizzano un solo LGV, che può gestire fino a 30/40 pallet l’ora. In altri casi, forniamo soluzioni a multinazionali con impianti che possono gestire 30.000 pallet.
A dire il vero, i vantaggi dei nostri sistemi sono massimi in un ambiente in cui sia presente un flusso di prodotti in entrata e in uscita.

Come può un’azienda stabilire se ha davvero bisogno di questo tipo di tecnologia?

In definitiva, i gruppi industriali si devono chiedere direttamente come possono migliorare un settore cruciale. Sicuramente la risposta risulterà complessa. Forse la domanda migliore sarebbe chiedersi come si fa a rimanere competitivi… La risposta in tal caso sta sempre nel valutare le proprie spese gestionali. Se vi è un modo per diminuirle nel lungo termine, forse avete trovato la risposta alla vostra domanda. È assodato che gli LGV e la robotica migliorano l’efficienza e abbassano i costi. Questo è un dato di fatto. Ed è anche un fatto che i marchi più famosi nel settore abbiano già introdotto queste tecnologie. Forse la domanda più importante da fare a se stessi è se si vuole davvero continuare a essere nel business tra dieci anni…